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Coreografie, SwingBuzz

Le Routine più famose del Jazz

Cari Lindy Hoppers,
nella vostra carriera di ballerini non potranno mancare le tre storiche routine del Jazz Solo: shim Sham, Tranky Doo e Big Apple.
In ogni Social Dance, in ogni Clandestino e in ogni festival che si rispetti vedrete ad un certo punto tutti i ballerini lanciarsi in almeno una di queste coreografie!

jazzroad

8 Mar 2020

Cari Lindy Hoppers,

nella vostra carriera di ballerini non potranno mancare le tre storiche routine del Jazz Solo: Shim Sham, Tranky Doo e Big Apple.

In ogni Social Dance, in ogni Clandestino e in ogni festival che si rispetti vedrete ad un certo punto tutti i ballerini lanciarsi in almeno una di queste coreografie!

Volete saperne un po’ di più? Prima di studiare i passi ecco un po’ di storia:

Frankie Manning (1914-2009) – Ballerino, coreografo e maestro

ORIGINE DELLO SHIM SHAM

Lo Shim Sham è una routine celebrativa che festeggia, ricorda, unisce. È composta da passi molto semplici ed è quindi adatta ad ogni livello.

Pare che lo Shimmy fosse una danza del 1920, simile alla Rumba spagnola, dove ci si muoveva come avendo della gelatina sotto i piedi. Fu reso popolare da Gilda Grey che lo ballò nel 1922 nelle Ziegfield Follies di Brodway.

Furono Willie Bryant e Leonard Reed, ballerini di Tap Dance, verso la fine del 1900 a creare la coreografia che esiste tutt’ora.

Negli Stati Uniti già dalla fine degli anni ’20, al termine di numerosi spettacoli, tutti, musicisti, cantanti e ballerini, si riunivano sul palco per ballare tutti insieme balli come lo Shim Sham.

Nel mondo esistono diverse versioni della routine. La versione tradizionale ballata nei locali ci è stata insegnata dal ballerino, coreografo e maestro Frankie Manning ma è famosa anche la versione di Al Minns e Leon James detta “Savoy Shim Sham” e quella di Dean Collins.

ORIGINE DEL TRANKY DOO

Il Tranky Doo è una routine brillante e divertente che si esegue in gruppo negli eventi di ogni angolo del mondo!

Di solito viene eseguita sulle note di Tuxedo Junction composta nel 1938 da Erskine Hawkins e dal sassofonista Bill Johnson.

La routine nella sua forma originaria è una sequenza coreografata da Frankie Manning che,  quando lavorava con i “Congaroos” in un locale di Chicago, rimase colpito da un passo eseguito dall’ultima ballerina di fila prima lasciare il palcoscenico.

La ragazza era soprannominata Tranky Doo e il suo nomignolo ed il suo passo fanno ormai parte della storia dello Swing.

Quando Frankie e tutto il gruppo tornano a New York al Savoy Ballroom si trovano a ripetere la sequenza, rendendola popolare tra i Lindy Hoppers.

La versione che è oggi è diffusa in tutto il mondo accoglie una serie di piccole varianti e, come ogni brano della vera tradizione del Jazz, lascia spazio alla voce personale per renderla un pezzo unico ogni volta che viene eseguita.

ORIGINE DELLA BIG APPLE ROUTINE

È una dance routine tra le più conosciute dagli amanti del Lindy Hop, nonchè da migliaia di appassionati in tutto il mondo. 

Nacque nel South Carolina dei primi anni Trenta, quando la realtà statunitense era attraversata dalle diversità sociali e dalla segregazione razziale; questo ballo, restò per qualche tempo tramandato solo all’interno della comunità afroamericana, ma come molte danze vernacolari dilagò presto negli States guadagnando popolarità.

La leggenda narra che un gruppo di universitari americani, entrando in una vecchia sinagoga sconsacrata e convertita in un juxe joint (un locale per ballare riservato solo alle persone di colore), si fossero fermati ad osservare dei ballerini afroamericani che improvvisavano decine di jazz steps. 

Confinati obbligatoriamente sulla balconata riservata ai bianchi del Big Apple Club, e riconoscendo in quei balli tantissime analogie con le danze in voga in quel tempo (come il Charleston), i giovani decisero di prendere spunto da un particolare stile di danza e crearono un ballo fatto di solo steps in cerchio. 

La Big Apple (che prese presumibilmente il nome dal club in cui era stata scoperta) divenne presto virale anche nella comunità bianca del South Carolina, e dalla sua versione più conosciuta nacque anche la piccola “Little Apple”, nella quale si ballava invece con un partner in senso circolare, usando i più comuni passi delle danze di quell’era.

Ecco quello che ti faremo ballare:

The Lindy Hop – Charleston – Jazz Roots – Balboa – Shag – Blues

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