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La moda maschile negli anni ’20

La moda maschile degli anni ’20 proveniva dalla Gran Bretagna. Anche Parigi, la capitale della moda, guardava alla Gran Bretagna per l’ispirazione maschile. Classici e raffinati, gli uomini degli Stati Uniti ordinarono dozzine di vestiti dai sarti inglesi per ogni stagione e per ogni tendenza di moda. Lo stile britannico dilagava, dal completo da mattino al completo della sera

jazzroad

28 Feb 2019

La moda maschile degli anni ’20 proveniva dalla Gran Bretagna. Anche Parigi, la capitale della moda, guardava alla Gran Bretagna per l’ispirazione maschile. Classici e raffinati, gli uomini degli Stati Uniti ordinarono dozzine di vestiti dai sarti inglesi per ogni stagione e per ogni tendenza di moda. Lo stile britannico dilagava, dal completo da mattino al completo della sera. 

Il completo 3 pezzi

Il completo aveva spalle larghe e naturali, giacca ampia con vestibilità aderente, due grandi tasche, un gilet a doppio petto da 6 a 8 bottoni abbinato al vestito con una o due tasche a fessura per un orologio da taschino su entrambi i lati. Le giacche, cucite su misura e disegnate in modo da slanciare la figura potevano essere a uno o due petti, con tre o quattro bottoni.

Novità assoluta era, invece, la piega che caratterizzava i pantaloni, larghi o stretti che fossero. Questa piega arrivava fino alla vita, che era piuttosto alta, e divenne da allora obbligatoria per tutti i pantaloni eleganti.

Il terzo pezzo, l’immancabile gilet, era solitamente in tinta più chiara rispetto all’abito, l’unica alternativa poteva essere un maglione smanicato con colore in contrasto al completo, che si poteva indossare nel tempo libero o per lo sport.

Il Jazz Suit

Il Jazz Suit divenne moda con gli appassionati di musica jazz. Venivano indossati pantaloni stretti e giacche dalla vita stretta con piccoli risvolti e mezze cinture sul retro, che erano un rimando all’aspetto militare negli anni dell’adolescenza. Gli uomini erano tornati dalla guerra in ottima forma fisica e gli abiti erano stati modellati per accentuare il fisico magro e muscoloso: una giacca più corta accentuava un busto ben costruito e faceva sembrare le gambe lunghe. 

Il Tuxedo

Era un abito da sera indossabile dopo le 18 e solo per grandi eventi o dove specificatamente richiesto. Fece la sua prima apparizione negli Stati Uniti nell’ottobre 1886 per opera del dandy Griswold Lorillard all’esclusivo Tuxedo Club nel new Jersey. Il circolo diede il nome all’abito. Nel Regno Unito veniva invece definito smoking da smoking jacket (“giacca da fumo”). In origine si trattava infatti di una veste da camera indossata dagli uomini nelle stanze per fumatori, per  preservare l’abito dall’odore del tabacco.

La giacca era tipicamente monopetto con un unico bottone da tenere rigorosamente chiuso a meno che sotto non si indossasse il panciotto. Il Tuxedo rappresentava l’uniforme dell’alta società del tempo che celebrava la rinascita dopo la guerra con feste sfarzose e lusso sfrenato.

Gli accessori:

• Papillon o cravatte molto corte lavorate a maglia

• Cravattini a righe, tartan, pois, quadri o fantasie ispirate all’art déco

• Guanti e fazzoletto da taschino, spesso del medesimo colore

• Pochette di seta solitamente piegata in quattro.

• Il cappello indossato sempre, di feltro in inverno e di paglia nella stagione estiva

Ecco quello che ti faremo ballare:

The Lindy Hop – Charleston – Jazz Roots – Balboa – Shag – Blues

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